Articoli-test GV CAGE ELETTRICO 1/8

ORANGETEAM presenta:

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GV CAGE ELETTRICO 1/8

GV, sta per Great Vigor ed è il nome della marca taiwanese che la produce. Il modello è un elettrico del tipo RTR ovvero già bell'e pronto per correre. Arriva contenuta in una scatola che sa molto da vetrina, di quelle che trovi sugli scaffali dei grandi magazzini, nel reparto giocattoli. Ma non facciamoci influenzare dalle apparenze. Apriamola e cominciavo a vedere dentro che c'è. Estraiamo subito il radiocomando a volantino: è del tipo che puoi trovare sugli scaffali dei grandi magazzini, al reparto giocattoli... acc vuoi vedere che ho comprato un giocattolo... ma non mi voglio far influenzare dalle apparenze anche se, dico il vero, un po' comincio a tremare.

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Il radiocomando, come lo vedete in foto, è davvero essenziale, per non dire striminzito, ha giusto ciò che serve e nulla più.

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Beh, infiliamo la mano nello scatolone del giocattolo, e vediamo di che morte debbo morire... è pesante, tiro ed estraggo la Cage. Sia lodato Gesù Cristo, la macchina non è un giocattolo.

A prima vista sembra una riproduzione in scala ridotta della Baja, marca HPI, scala 1/5. Ad una analisi più approfondita, sia per il disegno, sia per la struttura, sembra proprio la Bajia in scala 1/8. Addirittura il bel telaio in alluminio a fori laterali triangolari sembra proprio uguale.

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Detto ciò notiamo subito che le dimensioni della Cage appaiono più grandi rispetto ad un classico buggy 1/8. Infatti, metro alla mano, risulta più lunga di un centimetro circa, ed anche il diametro ruota è più grande di qualche millimetro. La macchina è pesante, sembra solida, la presenza di metalli nobili è preponderante. Telaio in alluminio, roll bar in alluminio con giunzioni in plastica, a richiesta in alluminio anodizzato in vari colori, barilotti anteriori già in alluminio, di solito sono in plastica, e addirittura il supporto motore è in titanio. Come da foto, la macchina è open air, tutta aperta, senza carrozzeria, se escludiamo quella livrea perimetrica il cui scopo è dare un po' di colore a tutto quel metallo. Mi chiedo se davvero, col tempo e le corse su terreni sterrati, questa mancanza di protezione da polvere, sassi, fango, non produrrà qualche indesiderata rottura alle parti in movimento. Certo è che la ricevente rimane ben protetta dalla sua bella scatolina. Anche i cerchi, benché il plastica, son dotati di un anello protettivo di alluminio avvitato al cerchio con sei brugole... come la Bajia.

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Motore senza spazzole da 2370 Kv con radiatore di dissipazione e due ventole di raffreddamento. Regolatore di velocità da ben 120 ampere e con la sua bella ventolina a far fresco.

Tre differenziali a sfere, in bagno d'olio siliconato e regolabili. Ammortizzatori idraulici, naturalmente in alluminio, regolabili finemente grazie alla ghiera filettata. Numerose sono inoltre le possibilità di aggancio degli ammortizzatori al castello. Numerosi anche i fori di attacco dei bracci per la regolazione della campanatura. Barra stabilizzatrice posteriore.

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Bene inseriamo una batteria lipo da 11,1v 2500 mh e iniziamo la nostra prova. Facile l'inizializzazione del regolatore di velocità, è stato quasi più complicato inserire la batteria: il rool bar oppone intralcio e non è amovibile senza l'uso di un cacciavite.

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Mettiamo a terra questi 4 chili di metallo e vediamo se la non esagerata batteria riuscirà a fornire potenza sufficiente a muovere questa Harley Davidson delle 1/8 rc. Do gas e il metallo si trasforma in gazzella, silenziosa, rapida e veloce. Da subito capisco che le gomme, quasi stradali non vanno bene, nemmeno nella arida e dura pista dell'Acqua Donata di Pisa. Al rotolamento producono un suono di vuoto, accentuato in atterraggio dopo un salto. L'assetto dell'auto durante la prova è rigido, e infatti la macchina tende a saltellare, sgommare e essere sovrasterzante.

In rettilineo va dritta e fila come un razzo. In curva, come già detto, non ci siamo, dovrò lavorare sull'assetto e cambiare pneumatici. All'accelerazione da fermo, nonostante le gomme, non si scompone, va diritta sino al raggiungimento della velocità massima. Ora proviamo a fare qualche saltino. Decollare è facile, mantenerla orizzontale un po' meno, sono un pilota della vecchia guardia, troppo abituato alle radio a pirulini... in più di una occasione mi sono impuntato a terra confondendo acceleratore e freno... Comunque, quando l'atterraggio, malgrado il pilota, riesce bene non si sentono rumori anomali, la macchina assorbe bene e, nonostante l'assetto duro e le gomme non proprio adatte, questo tocco di metallo, questo traliccio ad alta tensione con le ruote non dà cenni di imbarazzo, rimane aggrappata alla terra e prosegue la sua corsa.

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In conclusione, l'oggetto macchina non delude, la struttura è solida e spesso il roll bar aiuta a raddrizzare l'auto durante i cappottamenti. I componenti sono di tutto rispetto e più che sufficienti per affrontare una gara competitiva. Bisogna però lavorare sugli assetti, cambiare le gomme e, se si vuole, io lo volli, la radio che proprio non è all'altezza del modello.

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Sarà un'auto competitiva? Questo lo sapremo solo dopo qualche tenzone agonistica che ci darà modo di saggiare meglio, in battaglia, le reali capacità di competere di questo mezzo dall'estetica unica.

p1030933A. Torri

 

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