Il mio vicino Totoro
IL MIO VICINO TOTORO
Il mio vicino Totoro (となりのトトロ, Tonari no Totoro?) è un film d'animazione giapponese prodotto dallo Studio Ghibli nel 1988, per la regia di Hayao Miyazaki. Il personaggio di Totoro è stato in seguito utilizzato per il logo dello Studio Ghibli.
I diritti per l'adattamento italiano sono stati acquisiti dalla Lucky Red, che ha già distribuito diversi film prodotti dallo Studio Ghibli. Il film è uscito il 18 settembre 2009 nelle sale italiane e il giorno prima in anteprima al Museo nazionale del Cinema, 21 anni dopo la distribuzione giapponese.
La storia è ambientata nelle campagne di Tokyo intorno agli anni 1950. Tratta argomenti quali l'amore e il calore della famiglia, la cura che si dovrebbe avere per la natura, l'importanza di essere uniti nei momenti difficili, l'altruismo.
La trama
La storia è ambientata nell'hinterland della Tokyo degli anni cinquanta. Le sorelline Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) si stanno trasferendo col padre da lì a Matsu no Gô, villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma che è ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura.
Il loro primo incontro è coi makkurokurosuke (nel libro definiti "susuwatari"), spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere (gli stessi spiritelli poi ripresi ne La città incantata).
In seguito Mei, esplorando la sua nuova casa e seguendo delle tracce di ghiande, s'imbatte in due spiritelli, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno più grande e azzurro: seguendoli fin dentro il grande albero di canfora che domina sulla zona, incontra Totoro, uno spirito buono dall'aspetto un po' pittoresco: un incrocio tra una talpa, un orso e un procione. È un personaggio che Mei ha già visto in un libro di fiabe, un troll, in giapponese tororu, ma Mei avendo solo quattro anni ne storpia il nome in totoro.
All'inizio suo padre e sua sorella sono increduli, ma quando non riescono a ritrovarlo non si stupiscono: il padre spiega che è il custode della foresta, e vederlo è un privilegio che non può essere concesso sempre. Una sera, le due bambine vanno incontro al padre alla fermata dell'autobus, sotto la pioggia, e incontrano Totoro, che aspetta un autobus molto speciale, il Gattobus (Nekobus), un autobus peloso con muso di gatto e 12 zampe che si muove a grande velocità superando qualunque ostacolo, assecondato dagli alberi che si scostano al suo passaggio, visibile solo a pochi. Nell'attesa, Satsuki offre un ombrello a Totoro, che le regala dei semi da piantare nel giardino della casa.
Totoro infatti è uno spirito della natura, colui che porta il vento, la pioggia, la crescita, la maturazione. Una notte passa a far spuntare i germogli degli alberi, e poi volando come il vento fa fare un viaggio alle due bambine.
Un giorno però Mei, arrabbiata perché la madre non può ancora tornare a casa e preoccupata per le sue condizioni a causa di un preoccupante telegramma inviato dall'ospedale in assenza del padre, decide di andare da lei per darle una spiga di granturco raccolta nel giardino della Nonnina. Ma è troppo piccola per affrontare il viaggio sino all'ospedale da sola e quindi si perde. Disperata, Satsuki si rivolge a Totoro che chiama il Gattobus, il quale la porta in un attimo dalla sorella ed infine la madre.
Significato
Totoro è la metafora della vita, interpretato spesso come uno spirito kami shintoista: la sua casa, l'albero di canfora, è un jinja, santuario shintoista con un torii e delimitato da shimenawa, corde di paglia di riso intrecciata usate per la purificazione rituale nella religione shintoista. In realtà non si riesce a distinguere la «realtà» dal «sogno», in tutto il lungometraggio: ad esempio la notte dell'arrivo di Totoro nel giardino delle bambine i germogli crescono fino a diventare un albero colossale, che il giorno dopo sparisce e lascia il posto a dei normalissimi germogli, lasciando alle bambine il dubbio che nulla sia realmente accaduto nella notte. La "Nonnina", non a caso, non ha un nome: sembra essere l'archetipo della nonna comprensiva e buona che si prende cura dei bambini con infinite riserve di amore, che trae dal proprio rapporto sereno con la natura, dimostrato dal suo giardino, che è un «monte di infiniti tesori», frutti della terra addirittura miracolosi.
Totoro è diventato un personaggio molto popolare in Giappone e accade che venga citato in opere di altri autori: ad esempio, viene citato nel quinto volume del manga Le situazioni di Lui & Lei (act 17) di Masami Tsuda.
Curiosità
Satsuki in giapponese vuol dire "maggio".
Mei è la pronuncia della parola inglese May che significa "maggio".
Il trasloco della famiglia avviene in maggio. (Ma durante la lezione interrotta dall'arrivo di Mei si può leggere sulla lavagna un riferimento al 23 di giugno!!)
Tonari no Totoro è anche un romanzo: Hayao Miyazaki e Tsugiko Kibo, "Il mio vicino Totoro", Planet Manga Novels, 2002 (ISBN 88-8343-107-3)
Nella versione inglese distribuita dalla Disney le doppiatrici delle sorelline Satsuki e Mei sono veramente sorelle: rispettivamente Dakota e Elle Fanning.
L'asteroide della fascia principale, 10160 Totoro, prende il nome dal personaggio centrale del film.
Dal film è stato successivamente tratto un libro, illustrato con le tavole realizzate da Miyzaki stesso e in Italia editato da Panini Planet Manga. Gualtiero Cannarsi, direttore del doppiaggio e adattatore del film, afferma in merito al lavoro per Il mio vicino Totoro che “i problemi principali nell’adattare una lingua complessa e profondamente totoro2distante dalla nostra come il giapponese sono molti: la quasi impossibilità di rendere adeguatamente concetti e riferimenti culturali, la scorrevolezza, e ovviamente nel caso del doppiaggio la necessità di adattarsi a tempi obbligati e ai movimenti labiali dei personaggi. Ad esempio la corretta comprensione e resa di “ryuunohige”, letteralmente ‘baffo di drago’, materiale con cui — nella lettera che Satsuki scrive alla madre — erano legate le foglie di bambù che costituivano il pacchettino di semi donatogli da Totoro. Sono infatti riuscito a scoprire che “Baffo di Drago” è in Giappone il ‘nome comune’ di un vegetale, e non quello che le parole lascerebbero supporre. Il testo italiano è stato così correttamente adattato.” (fonte: www.studioghibli.org/forum/).
Il mio vicino TOTORO - Trailer ufficiale Italiano Miyazaki
http://www.youtube.com/watch?v=FH0FXMRamUU
La sigla finale (in giap.. quella in italiano mi ha fatto sorridere.. però è piaciuta abbastanza)
http://www.youtube.com/watch?v=lo9dol1NDiQ
Intervista a Hayao Miyazaki al Comic-Con
http://www.youtube.com/watch?v=EGK-bV4Nw70
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Totoro http://it.wikipedia.org/wiki/Studio_Ghibli